Fusione Palladio

Fusione Palladio

Il Palladio (simbolo chimico Pd, numero atomico 46) è un metallo piuttosto raro che presenta un colore bianco tendente al grigio (poco più scuro del platino), con un peso specifico di 12,02 grammi per centimetro cubo ed una temperatura di fusione pari a 1552 °C .

Scoperto nel 1804 dal chimico britannico William Hyde Wollaston, assieme all'oro è considerato un'ottima soluzione per formare materiali con elevata durezza e proprietà meccaniche.

In merito alla fusione di tale metallo, occorre segnalare che si tratta di un procedimento molto complesso; ed invero, il palladio quando si trova allo stato liquido scioglie un ingente quantitativo di idrogeno.

Un'altra caratteristica è quella di legarsi con molta facilità al carbonio; quando ciò accade si vengono a costituire i relativi carburi. Inoltre, quando il palladio si trova allo stato liquido la produzione dei predetti carburi è largamente influenzata dal tempo in cui il metallo in questione rimane a contatto con gli elementi che contengono il carbonio.

Per quel che concerne la fusione del palladio, poi, un ruolo determinante è assunto dall'assorbimento del carbonio. Il valore di tale assorbimento sarà maggiore laddove il tempo di fusione superi le medie consigliate; ulteriori elementi che determinano l'assorbimento del carbonio sono rappresentati dalla concentrazione degli elementi in questione, nonché dall'entità della superficie di contatto tra il palladio e il carbonio.

Sono operazioni che richiedono molta competenza tecnica, in quanto un elevato assorbimento del carbonio comporterà la fragilità della lega ottenuta. Pertanto, per ovviare a tale rischio sarà opportuno evitare che il metallo fuso entri in contatto con oggetti contenenti carbonio, quali ad esempio rivestimenti composti di grafite.

Quanto alle proprietà del Palladio, esso è generalmente impiegato al posto del Platino a causa del costo minore; peraltro, le proprietà della lega sono le medesime del Platino e garantisce maggiore durezza dei metalli in cui viene immesso. Ma le proprietà del palladio non si esauriscono qui. Infatti, contribuisce a ridurre il peso specifico, nonchè ad aumentare le temperature di fusione delle leghe nelle quali viene impiegato, nonostante a livello di elemento singolo fonda a temperature minori rispetto al Platino.

Il suo utilizzo comporta uno sbiancamento della lega nella quale è presente; ed invero, nei casi in cui la percentuale utilizzata si attesti intorno al 5% si otterrà una lega completamente bianca.

I suoi impieghi, infine, sono molteplici, dalle telecomunicazioni, agli interruttori automatici, all'odontoiatria, fino alla composizione delle molle non magnetiche per gli orologi e il rivestimento di alcuni specchi

Un diffuso impiego del palladio si ha anche in gioielleria, in quanto unito all'oro forma il cosiddetto oro bianco.